**Dopo la xilografia: Opus Pandectarum quod aggregavit Eximius artium et medicine doctor Matheus Silvaticus ad serenissimum Sicilie Regem Robertum qui fuerunt anno mundi 6516 anno vero Christi 1317 coevi Pietro de Abano, Dino de garbo, Sextili, Bonaventure, Francisco mayroni et Nicolao de lira. Additur Simone Januensis ubicumque per alphabetum. Vigilanti studio correctum et multis in locis additis annotationibus capitulorum et auctorum nusquem impressis per artium et medicine doctorem Dominicum martinum de Sospitello: feliciter incipit. ANNO MCCCCCXXIIlJ.
**Additio: Inest (nella N: un uomo che cammina tra i prati) brevis additio quorumdam simplicium in hoc pandectarum opere non repertorum quem a diversis auctoribus et locis una cum eorum proprietatibus non sine labore per me collecta: pluraque expcrta ac etiam a viris fide dignis et huius artis edoctis: quorum auctoritas plurimum apud me valet com probata fede fuere manifesto: scilicet experimento quam in re nostra pluri tantopere facio quo in dies magis ellectus demonstratur ut infra.
**Explicit: Opus pandcctarum pandectarum medicine Mathei Silvatici cum Simone lanuensi et tabula additionibus ac doli solutiorum. Magistri Baptiste Sardi ac insuper anotationibus capitulorum et auctorum nusque imprcssis per dominum magistrum Dominicum Martinum de sospitello. lmpressum Impressum Taurini per Anthonium Ranotum civem Taurinensem Anno Domini MCCCCCXXVI die XlJ mensis Septembris.
**Le due xilografie sono di pregevole realizzazione: la prima, nel frontespizio al di sopra del titolo, raffigura tre medici che passeggiano in un campo, presumibilmente il Silvatico è colui che mostra i fiori ai giovani allievi che sono al suo fianco, l'atteggiamento, gli abiti e il copricapo, oltre alla centralità della figura confortano questa ipotesi, si potrebbe dire una lezioni sui semplici all'aperto, nel loro luogo naturale, dove alcuni giovani raccolgono i fiori. Una donna è seduta con i fiori in grembo e i due castelli alle sue spalle potrebbero simboleggiare Salerno. Questa scena è una rara visione di esterni legata all'ambiente naturale dei semplici. La seconda incisione presenta i dottori al letto dell'ammalato, l'interno della stanza è illustrato con particolari molto precisi: la pedana sulla quale è il letto, il pavimento a scacchi e il cagnolino, il baldacchino, l'apertura dell'arco su un passaggio verso uno spazio estcrno alla stanza, la bifora e la finestra rotonda, le colonne e i pilastri in primo piano che aprono la scena; ma una cura particolare è data agli abiti dei dottori e ai loro copricapi; il medico più vicino all'ammalato, il più importante, ha un abbigliamento e un capricapo che qualificano il suo rango.
**Rilegato in cuoio con una greca floreale impressa a fuoco. È presente anche alla Bibl. Apost. Vat. R.G. Medicina II 333. Le incisioni pur essendo identiche come impostazioni sono di fattura meno pregevole.